Sicurezza sul Lavoro
In Italia, negli ultimi anni il tema della sicurezza sul lavoro è diventato una priorità centrale della politica, soprattutto a causa dell'aumento delle cosiddette “morti bianche”, cioè a seguito di infortuni sul lavoro. Ogni anno, in Italia, circa il 6 % dei lavoratori subisce un infortunio sul posto di lavoro, cifra che corrisponde ad un milione circa di persone; 27.000 infortuni di questo tipo determinano un'invalidità permanente nel soggetto colpito e 1.300 ne causano la morte. Le ragioni di queste cifre allarmanti sono molteplici, ma tra le principali ci sono sicuramente la disattenzione dei lavoratori, la loro tendenza a sottovalutare i pericoli a cui sono esposti, i ritmi di lavoro serrati e stancanti e l'idea che utilizzare dispositivi di sicurezza rallenti il lavoro e di conseguenza la produttività.
Per questo motivo, il 9 aprile del 2008 il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro che delinea un insieme di regole precise che puntano ad invertire la tendenza relativa alle cosiddette “morti bianche”. Questo documento è stato poi trasformato nel Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro, che comprende norme relative ai seguenti fattori di rischio:
attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione individuale;
cantieri temporanei e mobili;
segnaletica relativa alla salute e alla sicurezza sul lavoro;
spostamento manuale dei carichi;
attrezzature dotate di videoterminali;
agenti fisici (ultrasuoni, vibrazioni, radiazioni e simili);
agenti chimici;
agenti biologici;
esplosivi.
L'intero impianto di leggi per la sicurezza sul lavoro riguarda i vari soggetti coinvolti nel processo produttivo, per poter così coordinare al meglio la prevenzione: prevede infatti dei requisiti particolari per le tecnologie che devono essere a norma, la scelta di rappresentanti specifici per la sicurezza, la presenza di attrezzature e segnali di sicurezza. Il datore di lavoro ha inoltre l'obbligo di informare esplicitamente e nel dettaglio il lavoratore sui rischi connessi all'attività svolta.
Con il passare degli anni e lo sviluppo di tecnologie e strumenti di lavoro sempre nuovi, anche le patologie che si riscontrano nei lavoratori sono cambiate. Tra quelle che si stanno diffondendo sempre di più ci sono le malattie del sistema muscolo scheletrico, quelle associate a stress (come ad esempio le cardiovascolari), quelle dovute al contatto con agenti biologici e chimici. Infine, un altro particolare rischio emergente è il cancro. In base alle statistiche più recenti, il 24 % dei lavoratori italiani è esposto quotidianamente agli effetti di sostanze cancerogene.
In Italia esiste inoltre anche un Istituto Superiore per la Ricerca per la Prevenzione e la Ricerca sul Lavoro (ISPESL); si tratta di un organo sotto il controllo del Servizio Sanitario Nazionale che si occupa di ricerca, sperimentazione, prevenzione e cura delle malattie e degli infortuni sul lavoro, di sicurezza sul lavoro e della promozione della salute sul luogo di lavoro.






