Telelavoro
Questo termine piuttosto generico viene dal termine inglese “teleworking”, che indica qualunque lavoro svolto da casa tramite l'uso di tecnologie informatiche, senza quindi doversi recare in un ufficio o in un altro luogo di lavoro. La definizione ufficiale di telelavoro è stata elaborata dall'Ufficio Internazionale del Lavoro nel 1990 ed è stata ripresa anche dall'INPS; in base ad essa il telelavoro è una “forma di lavoro effettuata in un luogo distante dall’ufficio centrale o dal centro di produzione ed implica una nuova tecnologia che permette la separazione e facilita la comunicazione”.
Il Decreto del Presidente della Repubblica dell'8 marzo 1999 disciplina invece il telelavoro nel campo della pubblica amministrazione e lo definisce come “la prestazione di lavoro eseguita dal dipendente di una amministrazione pubblica in un qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato fuori dalla sede di lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che consentano il collegamento con l’amministrazione cui la prestazione stessa inerisce”. I due elementi quindi che definiscono il telelavoro come tale sono il fatto che venga svolto a distanza e l'uso di strumenti tecnologici. Sono quindi esclusi da questa modalità di lavoro tutte quelle mansioni che richiedono necessariamente la presenza della persona in azienda o il contatto diretto con i clienti.
In un contratto di telelavoro devono essere sempre incluse anche clausole sui seguenti aspetti:
luogo di lavoro (la casa della persona assunta);
attrezzature (il datore di lavoro fornisce gli strumenti tecnologici necessari e si occupa della loro installazione);
orario di lavoro (lo stesso degli occupati a tempo pieno e indeterminato);
assenze;
reversibilità (possibilità di trasformare il contratto da telelavoro a normale);
sicurezza sul lavoro (dichiarazione dell'assunto che conferma che è stato informato a sufficienza dei rischi connessi alla sua attività).
Esistono diversi tipi di telelavoro, tra i quali quello:
a domicilio: il più classico, svolto da casa;
mobile: il luogo di lavoro non è sempre lo stesso, ma varia ogni volta ed è solitamente il posto dove si trova il cliente; un esempio tipico è quello degli addetti all'assistenza clienti;
in uffici satellite: viene messo in atto nelle aziende più strutturate che organizzano sul territorio un insieme di piccole filiali, per essere presenti in maniera più capillare; ognuna di esse è collegata poi tramite computer alla casa madre;
office to office: tramite questo sistema, le imprese o i liberi professionisti lavorano in team, collegati tramite computer.
Un'altra distinzione tra varie forme di telelavoro è quella tra il telelavoro
online: il lavoratore utilizza un computer collegato a quello centrale, trasmettendo direttamente i dati e gli input/output;
offline: il computer del lavoratore non è collegato direttamente a quello centrale; egli svolge un lavoro affidatogli dal datore di lavoro e poi gli invia per mail o posta il risultato.
Infine un accenno ad un problema di natura giuridica relativo al telelavoro: è difficile in molti casi stabilire se si tratti di lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo. Questo tipo di distinzione, tuttavia, è importante ai fini della tassazione e del calcolo dei contributi INPS, che sono diversi per ogni categoria.






