Diritti e Doveri dei Lavoratori Stranieri

I cittadini dell'Unione Europea godono del diritto di lavorare in un qualunque paese membro, quindi anche in Italia, godendo delle stesse condizioni dei cittadini del paese stesso. Inoltre, le regole dell'Unione stabiliscono che gli stati membri sono tenuti a riconoscere a tutte le qualifiche dei professionisti e lavoratori provenienti da altri paesi lo stesso valore di quelle conseguite in Italia. Se i diplomi e i titoli sono gli stessi necessari in Italia per intraprendere una certa professione, allora il soggetto è abilitato a farlo. È necessario presentare domanda all'ente specifico per la propria professione per vedersi riconoscere ufficialmente le proprie qualifiche e poter così esercitare in Italia.

 

Per avviare una propria attività occorre presentare, quindi, prima di tutto un certificato redatto in lingua italiana che dichiari che le proprie qualifiche equivalgono a quelle italiane; inoltre, è necessario provare la propria buona reputazione e di non essere stati dichiarati in bancarotta altrove. Una volta ottenuto il riconoscimento delle proprie qualifiche, i cittadini stranieri hanno lo stesso diritto degli italiani all'esercizio della professione.

 

Per quanto riguarda i cittadini di paesi al di fuori della Comunità Europea, coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno godono degli stessi diritti e doveri previsti dalla Costituzione per i cittadini italiani, anche in materia di lavoro. Essi devono quindi vedersi garantito lo stesso trattamento dei cittadini italiani per quanto riguarda i contributi, la pensione, la copertura assicurativa e gli obblighi fiscali.

 

A livello contrattuale, tutti i soggetti di nazionalità diversa da quella italiana rientrano nelle regole stabilite dai contratti collettivi della categoria di appartenenza.