Sindacati e RSU

I lavoratori italiani godono anche del diritto di appartenere ad un sindacato. Il ruolo di queste organizzazioni è talmente fondamentale per la società da essere garantito anche dalla Costituzione Italiana all'articolo 39, che sancisce quanto segue: “L'organizzazione sindacale è libera. Ai Sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione”.
Lo strumento utilizzato dai sindacati per raggiungere i loro obiettivi è lo sciopero, diritto riconosciuto dall'articolo 40 della Costituzione. Lo sciopero è praticamente un'astensione programmata dal lavoro da parte di un numero elevato di occupati in un'azienda o di appartenenti ad una categoria professionale, volto a costringere la controparte a rispettare i loro diritti o concedere un miglioramento della condizione lavorativa.
In Italia esistono sia sindacati dei datori di lavoro che dei lavoratori. La storia dei sindacati italiani è tuttavia legata soprattutto alle associazioni per la difesa dei diritti dei lavoratori, in particolare delle categorie di operai e contadini. I sindacati italiani hanno una tradizione abbastanza lunga, che risale al secolo scorso, quando alcune categorie di lavoratori hanno cominciato ad unirsi per lottare per il rispetto dei loro diritti da parte del padronato. Nel secondo dopoguerra, poi, il sindacato unico si è scisso in quelle che sono anche oggi le sigle principali:
CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro): è il più antico sindacato italiano e raccoglie circa cinque milioni e mezzo di iscritti;
CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori);
UIL (Unione Italiana del Lavoro).
Il ruolo fondamentale dei sindacati è quello di rappresentare i lavoratori nel corso delle trattative con i datori di lavoro. Esse fungono da piattaforma di confronto tra le associazioni dei datori di lavoro ed i sindacati, per giungere ad un accordo, il contratto di lavoro, che definisce i diritti e i doveri all'interno di un rapporto di lavoro e che è valido per tutti coloro che aderiscono alle organizzazioni che lo hanno stretto (quindi sia lavoratori che datori di lavoro). Sempre per quanto riguarda la contrattazione sindacale, nel luglio del 1993 è stato siglato un accordo che cambia le regole da seguire nel corso di essa. Vengono infatti stabiliti vari livelli di contrattazione distinti: uno nazionale, con il governo e le organizzazioni dei datori di lavoro, e due di categoria, uno dei quali nazionale (di primo livello) ed uno a livello aziendale e territoriale. A livello delle aziende, i sindacati sono rappresentati dalle RSU, le rappresentanze sindacali di azienda.
Le rappresentanze sindacali unitarie, nate dall'unione dei tre sindacati nazionali, sono l'organismo di rappresentanza dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
Solitamente, la costituzione delle RSU avviene ogni tre anni previa votazione da parte di tutti i dipendenti dell'azienda.
Le RSU hanno il potere di stipulare il contratto collettivo aziendale secondo quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale applicato all'unità produttiva, dove sono indicate le condizioni di lavoro: salario, percorsi di carriera, piani formativi.
Alle RSU vengono riconosciuti anche i diritti sindacali come i permessi retribuiti e non, il diritto di assemblea, l'uso di locali e il diritto di affissione, funzionali alla loro attività.
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