Riscatto Pensionistico
È possibile riscattare ai fini pensionistici alcuni periodi in cui non si sono versati i contributi, per esempio: periodi di lavoro svolti all'estero, servizio militare o civile, praticantato utile all'iscrizione all'albo, periodi di assenza facoltativa per maternità o per assistenza ai disabili, collocati fuori dal rapporto di lavoro.
Il riscatto pensionistico è riconosciuto anche per i collaboratori a progetto, che hanno la facoltà di riscattare i relativi periodi fino ad un massimo di cinque annualità, a condizioni che per detti periodi non risulti alcuna forma di copertura contributiva.
Gli anni per i quali sia stato esercitato il riscatto comportano sia un aumento di anzianità di iscrizione che di contribuzione pari al numero degli anni riscattati.
Il riscatto non è concesso né per periodi integralmente coperti da contribuzione obbligatoria, volontaria o figurativa né per periodi già riscattati presso un altro ente.
Il riscatto degli anni di laurea
È possibile riscattare gli anni di studio a fini pensionistici, pagando all'ente previdenziale una certa somma: tali contributi sono utili per raggiungere il diritto alla pensione e ad incrementarne l'importo. Non sempre però questa pratica si rivela conveniente dal punto di vista economico. L'importo da pagare viene calcolato dall'ente previdenziale in base all'età dell'iscritto, alla sua retribuzione e agli anni da riscattare.
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