Indennità per Disabilità

Viene considerata disabile una persona che mostra difficoltà nell’apprendimento, nel rapporto con gli altri e nell’integrazione con i compagni di lavoro, causata da minorazioni di diverso genere (fisico, psichico o sensoriale).
La disabilità è considerata grave quando provoca una riduzione dell’autosufficienza.
I familiari di persone con grave disabilità devono dedicare molto tempo alla cura dei propri cari. Per questo motivo, la legge prevede congedi straordinari per i familiari di portatori di handicap.


Possono usufruire di tale congedo:

 

  • i genitori, ma non contemporaneamente;
  • coloro a cui il disabile è stato affidato;
  • i fratelli o le sorelle, se orfani di entrambi i genitori;
  • i fratelli o le sorelle, se i genitori sono inabili;
  • il coniuge, se convive con il disabile.

 

La durata massima del congedo è pari a due anni, anche frazionati durante l’intera vita lavorativa in giorni, settimane o mesi. La somma erogata al beneficiario dell’indennità corrisponde all’ultima retribuzione da lui percepita e prevede la copertura da contributi figurativi.

I lavoratori domestici e quelli a domicilio non hanno diritto a tale indennità.
Il familiare che fruisce del congedo straordinario non ha diritto a beneficiare contemporaneamente del congedo parentale.

Nel caso di part-time verticale, l'indennità non è prevista per i periodi in cui effettivamente non si lavora.

 

Permessi e congedo parentale per disabili


Oltre al congedo straordinario, per i familiari di portatori di handicap sono previsti anche permessi ed astensioni dal lavoro facoltativi. Di queste agevolazioni beneficiano sia i familiari dei disabili che i disabili stessi.

I disabili possono ottenere permessi di due ore al giorno o di tre giorni al mese, che possono essere modificati di mese in mese, facendone richiesta al datore di lavoro.

I genitori di figli disabili hanno diritto ad un prolungamento dell’astensione facoltativa fino al compimento di otto anni per non più di 11 mesi tra i due genitori.
È prevista l’astensione dal lavoro della madre o del padre fino ai tre anni d’età del bambino oppure fino ad una o due ore al giorno di permesso fino ai tre anni, per cui viene corrisposta la retribuzione.
Dai tre ai 18 anni del figlio, i genitori possono utilizzare tre giorni di permesso retribuito ogni mese, usufruibili anche in maniera continuativa e non cumulabili di mese in mese.
Queste agevolazioni sono fruibili dal padre o dalla madre, anche se l’altro genitore non ne ha diritto, e non possono essere utilizzate contemporaneamente da padre e madre.


I lavoratori dipendenti, familiari di maggiorenni disabili non conviventi hanno diritto a giorni di permesso solo se l’assistenza è necessaria e continua e se non ci sono altri membri del nucleo familiare che possano sostituirli.