Ulteriori Consigli

 

Quando si decide se aderire o meno a forme di previdenza complementare ci sono sicuramente molti aspetti da analizzare e tenere a mente:

 

 

  • tasso di sostituzione: il rapporto che intercorre tra l’importo dell’ultima retribuzione e quello della prima pensione, valore che tende a ridursi sempre di più in seguito alle riforme più recenti. Bassi tassi di sostituzione rendono la pensione obbligatoria insufficiente o comunque inadeguata a godere di uno stile di vita pari a quello mantenuto durante gli anni di lavoro, con la sola previdenza obbligatoria;


  • vantaggi: occorre domandarsi se la tassazione relativa alla previdenza complementare sia favorevole o meno rispetto a quella relativa ad altre forme d’investimento;


  • rendimenti finanziari: il TFR, versato in fondi complementari può essere soggetto ad un aumento o ad una diminuzione del suo valore, dal momento che viene investito sui mercati finanziari insieme a quello di altri lavoratori. Nonostante questo margine di rischio relativo, il rendimento del TFR investito in fondi pensione è maggiore. Più a lungo il risparmio viene accumulato, più esso è conveniente;


  • modi d’uso: il lavoratore può chiedere anticipazioni sul TFR o sul fondo pensionistico, ma le condizioni di utilizzo relative alla previdenza complementare sono generalmente più vantaggiose perché consentono una maggiore flessibilità, un trattamento fiscale più favorevole ed un importo massimo prelevabile più elevato;


  • spese: se lasciare il TFR presso il datore di lavoro non costa niente, aderire ad un fondo comporta invece dei costi di ingresso, di uscita o commissioni di diverso tipo. Dato che queste spese variano da fondo a fondo, è necessario considerare bene i costi prima di aderire.