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In questa sezione potrete trovare informazioni utili e dettagliate sul mondo delle pensioni, sia quelle statali che su quelle integrative gestite dai privati.
La pensione è una prestazione di natura economica tipica delle società industrializzate, riconosciuta, anche se in misura minima, a tutti i cittadini. In Italia le pensioni hanno carattere pubblico, ma il cittadino può decidere di sommare alla pensione “statale” la previdenza complementare.
La prima forma di trattamento previdenziale risale al 1889, quando il cancelliere tedesco Bismarck promulgò la prima legge che assicurava una remunerazione post lavorativa. Pian piano, anche altri stati presero esempio da Bismarck e oggi tutti i paesi industrializzati garantiscono pensioni ai propri cittadini.
Anche in Italia è stata introdotta questa forma di remunerazione ed i vari governi che si sono succeduti hanno abbassato sempre di più l’età pensionabile, generalmente a fine propagandistico.
L'Italia è oggi uno degli stati europei in cui i requisiti per ottenere la pensione di anzianità e di vecchiaia sono più generosi. I lavoratori degli altri paesi europei vanno in pensione più tardi rispetto agli italiani. Tuttavia, la situazione sta diventando insostenibile: le spese statali per le pensioni crescono di anno in anno perché, a causa dell’invecchiamento della popolazione, la popolazione attiva (le persone che lavorano) diminuisce, mentre quella passiva (coloro che non lavorano) aumenta.
Per questo motivo, nel settore pensionistico si sono susseguite negli ultimi due decenni numerose riforme, a partire da quella di Amato (1992), seguita dalla Dini/Treu (1995) e dalla Maroni nel 2004, che hanno come obiettivo il raggiungimento dell’equilibrio finanziario attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile e la modifica dei coefficienti. Le ultime modifiche sono state messe in atto dal governo Prodi che il 21 dicembre 2007 ha approvato definitivamente dei nuovi requisiti per le pensioni di anzianità, finestre di uscita diverse per quelle di vecchiaia, dei benefici per i lavoratori che compiono attività usuranti e misure più vantaggiose per la totalizzazione e il riscatto laurea.
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