Pensione di Inabilità

La pensione d’inabilità viene corrisposta a lavoratori dipendenti o autonomi invalidi al 100 %. L’infermità, che può essere fisica o mentale, deve essere accertata da un medico. Poiché si tratta d’invalidità totale, per percepirla deve essere verificata la completa e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Essa è inoltre incompatibile con la rendita INAIL prevista per infortunio o malattia sul lavoro. Coloro che hanno diritto a percepirle entrambe devono decidere quale delle due è più vantaggiosa per loro.

Sancita dall’art. 12 della legge n. 118 del 30 marzo 1971, questo tipo di pensione è reversibile (può essere percepita dai familiari superstiti in caso di decesso dell’interessato) e non viene trasformata in pensione di vecchiaia

I soggetti interessati devono aver versato almeno cinque anni di contributi, tre dei quali risalenti al quinquennio precedente la presentazione della domanda. Vengono presi in considerazione non solo i contributi effettivi, ma anche il periodo compreso tra la decorrenza della pensione d’inabilità ed il raggiungimento dell’età pensionabile, riconosciuto come periodo di attività lavorativa, sotto il limite di 40 anni di contribuzione.

L’importo della pensione sulla base di questi calcoli non può comunque essere superiore all’80 % della base pensionabile. In breve, per calcolare il trattamento, l’anzianità di servizio maturata viene integrata con un bonus temporale o contributivo per coprire la parte mancante per ottenere il diritto di collocamento a riposo.

Per esempio, se il soggetto ha lavorato 14 anni prima di incorrere in una situazione di assoluta invalidità, per raggiungere l'età pensionabile (per gli invalidi, 55 anni per le donne e 60 per gli uomini) vengono aggiunti i 26 anni di bonus.

I titolari della pensione di inabilità hanno anche il diritto ad un assegno mensile per l'assistenza personale e continuativa, a meno che non si trovino in istituti pubblici di lunga degenza e non percepiscano alcuna rendita INAIL per infortuni o malattia sul lavoro.