Contributi Figurativi

 

I contributi figurativi vengono riconosciuti per periodi di astensione dalla normale attività lavorativa, a causa dei seguenti motivi, ritenuti meritevoli di tutela:

 

  1. aspettative per cariche politico-sindacali;
  2. calamità naturali;
  3. cassa integrazione;
  4. disoccupazione indennizzata;
  5. maternità;
  6. mobilità;
  7. periodi di malattia o infortunio;
  8. persecuzione per motivi politici o razziali;
  9. servizio militare o civile;
  10. tubercolosi.

    I contributi figurativi sono equiparati a quelli versati obbligatoriamente dai lavoratori dipendenti, ovvero sono utili per il raggiungimento del diritto al pensionamento e per il calcolo dell’importo della pensione.

    È previsto un limite massimo di cinque anni di contributi figurativi in tutta la vita assicurativa del lavoratore per il raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità, a partire dal primo gennaio 1993.

    Nel caso di pensione di anzianità ottenuta avendo meno di 40 anni di contributi, i periodi di malattia e quelli di indennità di disoccupazione non possono essere conteggiati per raggiungere il diritto alla pensione.


    I contributi figurativi non prevedono alcun onere a carico del lavoratore.