Pignoramento

Il pignoramento è uno dei rischi che si corrono in caso di inadempienza del pagamento di una o più rate di un prestito. Con questa azione, disciplinata dal Codice di Procedura Civile all'art. n. 491 e seguenti, l'ufficiale giudiziario vieta al debitore di disporre dei propri beni mobili o immobili che fungono da garanzia per il creditore fino a che non avvenga il saldo dei debiti in sospeso.

In alcuni casi i beni del debitore vengono assegnati ad un custode al fine di evitare che siano fatti sparire.

Nel caso di pignoramento di cose mobili, la procedura nei confronti del debitore viene eseguita dal notaio o dall'ufficiale giudiziario. Essa non è preceduta da udienze preliminari ed il debitore ne viene a conoscenza nel momento in cui viene effettuata l'espropriazione del bene, che per legge non può essere eseguita nei giorni festivi o al di fuori di determinati orari (dalle 7 alle 21). Nel dare luogo al pignoramento, l'ufficiale giudiziario redige un verbale in cui descrive i beni pignorati e il loro stato (tramite foto o materiale audiovisivo) e determina il loro valore stimato (se lo ritiene necessario anche con l'aiuto di un esperto).

I beni mobili che possono essere pignorati possono trovarsi nella casa del debitore o in altri luoghi che gli appartengono o addirittura sulla persona stessa e può trattarsi, nell'ordine, di:

 

  • denaro;
  • oggetti di valore;
  • titoli di credito ed ogni altro bene la cui vendita possa determinare un certo valore di realizzo.

 

Il pignoramento può riguardare anche beni mobili che si trovano nell'immobile non di proprietà del debitore. La legge, infatti, presume che tutto quanto sia contenuto dentro alla casa in cui il debitore ha residenza sia di sua proprietà, salvo prova contraria (sua o del reale proprietario).

Non tutti i beni mobili però possono essere soggetti a pignoramento: esistono i cosiddetti beni impignorabili che non possono fungere da garanzia per il creditore a causa del loro valore morale (ad esempio la fede nuziale) oppure a causa della loro necessità alla vita quotidiana (ad esempio elettrodomestici quali lavatrice o frigorifero), ma anche i crediti alimentari (alimenti versati verso il coniuge separato) o i crediti derivanti da sussidi per malattia o maternità.

Infine sono considerati parzialmente impignorabili i beni necessari al debitore nell'esercizio della sua professione.

Il pignoramento di bene immobile avviene tramite notifica al debitore dell'impossibilità di compiere atti dispositivi sull'immobile di sua proprietà. Tale atto viene successivamente trascritto nei registri immobiliari. Insieme al pignoramento dell'immobile, l'ufficiale giudiziario può anche procedere a quello dei mobili in esso contenuti, qualora lo ritenga opportuno.

È possibile evitare il pignoramento consegnando all'ufficiale giudiziario l'importo dovuto al creditore aumentato delle spese sostenute.
Per rientrare in possesso dei propri beni pignorati il debitore deve compilare una specifica istanza chiamata "di conversione" tramite la quale richiede al Tribunale competente di sostituire gli oggetti pignorati con una somma di denaro che può essere pari all'importo di tutte le inadempienze sommate tra loro (compresi gli interessi e le spese di esecuzione) oppure inferiore, ma comunque non al di sotto di un quinto del totale dovuto ai creditori.
Quando il giudice rilascia il suo nulla osta alla sostituzione i beni si intendono liberi da pignoramento.

Nel caso in cui i beni pignorati risultino insufficienti a coprire il valore complessivo del debito contratto, l'ufficiale giudiziario può interpellare il debitore riguardo l'esistenza di altri beni di sua proprietà che possano essere suscettibili di pignoramento, oppure può consultare direttamente l'anagrafe tributaria o altre banche dati pubbliche.
Il debitore che si rifiuta di collaborare oppure che non risponde alla richiesta di ulteriori informazioni da parte dell'ufficiale giudiziario entro 15 giorni è perseguibile penalmente secondo l'articolo n. 388 del Codice Penale.

 

È necessario infine un chiarimento per quanto riguarda la pignorabilità dello stipendio: fondamentalmente, questa non è permessa, salvo in alcuni casi: se il debito è dovuto per legge (ad esempio nel caso dell'obbligo di versare gli alimenti), se si tratta di un debito nei confronti dello Stato o di imprese per cui il debitore lavora o se il debito riguarda dei tributi dovuti allo Stato o ad altri enti pubblici.