Prestiti Pluriennali Diretti

L’INPDAP (Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica) concede prestiti ai lavoratori pubblici (anche quelli che non sono più in servizio ma godono di pensione diretta), in caso di necessità personali o familiari (nel caso di questo prestito è infatti necessario presentare una motivazione documentata).

I lavoratori iscritti alla "Gestione Unitaria Autonoma delle prestazioni creditizie e sociali" che sono attualmente in servizio e hanno prestato almeno 4 anni di servizio nel rapporto di impiego utile a pensione possono richiedere il prestito, con estinzione attraverso trattenute sullo stipendio, pari al quinto della retribuzione mensile, al netto della ritenuta di legge.

La durata del prestito può essere quinquennale oppure decennale, purché il periodo di servizio necessario al lavoratore dipendente per conseguire il diritto alla pensione sia inferiore.

La durata massima della prestazione è di 10 anni nei seguenti casi:

  • acquisto della prima casa;
  • acquisto di casa in cooperativa o da cooperativa costituita da locatari di abitazioni di Enti pubblici in corso di dismissione;
  • calamità naturali;
  • costruzione della casa di abitazione;
  • lavori alle abitazioni di proprietà di particolare rilevanza;
  • lavori di riparazione e restauro alle abitazioni in locazione;
  • matrimonio dei figli del richiedente;
  • riscatto di alloggi popolari o di Enti pubblici già condotti in locazione.

 

La durata massima della prestazione è di 5 anni nei seguenti casi:

  • acquisto autovettura per il richiedente;
  • acquisto o costruzione di cantina, se pertinente all’abitazione;
  • acquisto o costruzione di garage o box;
  • cure odontoiatriche del richiedente o del coniuge o dei figli del richiedente;
  • decesso di familiari (coniuge, figli, genitori) del richiedente;
  • decreti ingiuntivi;
  • diffide di pagamento;
  • estinzione anticipata o riduzione di mutui ipotecari sula casa di proprietà;
  • ingiunzioni di pagamento;
  • installazione di impianti di riscaldamento nelle abitazioni di proprietà o date in locazione da Enti pubblici;
  • iscrizione e frequenza a corsi di specializzazione post-universitaria del richiedente o del coniuge o del figlio del richiedente, se di durata superiore ai 2 anni;
  • lavori di riparazione o restauro alle abitazioni in locazione;
  • malattie gravi del richiedente o del coniuge o dei figli o dei genitori del richiedente;
  • nascita o adozione di figli, affidamento preadottivo, adozioni internazionali;
  • ordinanze esecutive;
  • pagamento della tassa di successione diretta;
  • pignoramenti;
  • rapine, furti e incendi;
  • sentenze di condanna;
  • trasferimento d’ufficio;
  • trasloco;
  • vertenze fiscali, oneri che derivano da provvedimenti legislativi;
  • vertenze legali.

    Gli interessati dovranno presentare domanda all’Amministrazione dalla quale dipendono sull’apposito modello fornito dall’Istituto, accompagnata dalla documentazione che dimostri lo stato di bisogno e/o la spesa sostenuta ed un certificato medico che attesti la sana costituzione fisica, non oltre 45 giorni prima della presentazione della domanda.

    Il pagamento della prestazione viene effettuato attraverso assegno bancario non trasferibile intestato al richiedente.
    L’importo del prestito può essere calcolato moltiplicando il numero delle rate mensili per il quinto della retribuzione del richiedente.

    La prestazione è soggetta all’applicazione di un tasso d’interesse a scalare del 3, 9 %, a spese di amministrazione (0,50 %) e ad un premio per il fondo rischi che varia a seconda della durata del prestito e del limite di età pensionabile del richiedente.


    Il prestito percepito e gli interessi di pre-ammortamento verranno restituiti a partire dal secondo mese successivo a quello di concessione.

    È possibile richiedere una nuova cessione solo dopo 2 anni dall’inizio di una prestazione quinquennale e 4 anni dall’inizio di una prestazione decennale.