Fallimento

Sempre più frequentemente, al giorno d'oggi, diversi soggetti si devono confrontare con lo spiacevole fenomeno della crisi di un'attività economica, chi in qualità di imprenditore e chi in qualità di creditore. Per questo motivo, indipendentemente dal ruolo giocato all'interno di questo fenomeno, è fondamentale conoscere la materia e i riferimenti legislativi dai quali scaturiscono i propri diritti e doveri.

È opportuno distinguere tra due concetti fondamentali che a volte vengono confusi o usati come sinonimi, anche se in realtà non lo sono: il fallimento e la bancarotta.

Il fallimento è una procedura amministrativa che ha come obiettivo quello di accertare lo stato di insolvenza manifesta del debitore e fare sì che quest’ultimo soddisfi economicamente i suoi creditori nonostante la precaria condizione finanziaria che ha creato.

La bancarotta appartiene alla categoria dei reati fallimentari e si configura quando il fallito pone in essere una serie di attività e comportamenti volti a danneggiare, dolosamente o colposamente, il proprio patrimonio e la propria disponibilità economica ai danni dei creditori verso i quali si trova in stato di inadempienza.

Il fallimento è la premessa fondamentale affinché si possa parlare di reati di bancarotta. Deve essere infatti pronunciata una sentenza di fallimento dal tribunale per far sì che si configurino tali reati, mentre non necessariamente chi fallisce può essere perseguito anche per bancarotta.