Funzionamento
La banda magnetica e il codice numerico sul dorso della carta di pagamento costituiscono i due elementi fondamentali per il funzionamento del sistema di pagamento elettronico.
Il codice numerico delle carte di credito risponde allo standard ANSI X4.13-1983.
Viene scritto in rilievo sul retro della card ed è composto da una numerazione che varia dalle 13 alle 37 cifre a seconda del circuito al quale appartiene la carta.
La prima cifra indica il circuito di appartenenza. Nel caso si tratti del numero 3, si tratta di una carta relativa al settore turismo o divertimento (ad esempio American Express); se invece è un 4, allora la carta appartiene al circuito Visa, se è 5 rientra nel circuito Mastercard.
Le cifre dalla seconda alla sesta permettono di identificare poi l’ente emittente, mentre quelle dalla settima alla dodicesima (o quindicesima) riconducono al numero di conto a cui è collegata la carta e la cifra finale è definita cifra di controllo.
Su tutte le carte si trovano altre 3 o 4 cifre che costituiscono i codici di sicurezza CVV e CVC: nome e posizione variano in funzione del circuito di appartenenza dellla carta e all’ente emittente (nella maggior parte delle carte sono le tre cifre in fondo allo spazio per la firma, sul retro della carta, mentre per l'American Express sono le quattro cifre riportate sulla destra, sopra il nome). Tali codici costituiscono un’ulteriore sicurezza nelle transazioni on-line poiché non sono inseriti nella banda magnetica e permettono all’ente emittente di verificare l’identità del titolare.
Dal 1979, tutte le carte di pagamento elettronico presentano sul retro una banda composta di particelle di resina magnetica che permettono la memorizzazione dei dati.
Un’analisi specifica ci permetterebbe di osservare che la banda contiene 3 tracce:
- la prima traccia è posta nella zona alta ed è composta da 79 caratteri alfa-numerici;
- subito sotto si trova la seconda traccia che contiene 40 caratteri numerici ed è solitamente l’unica ad essere letta dai POS; essa indica infatti il Primary Account Number, PAN, ovvero il numero identificativo della carta di credito, la data di scadenza della carta, il codice di servizio, ovvero se si sta effettuando un’operazione di credito o di debito (PagoBancomat) e l’algoritmo crittografico che definisce l’ente emittente e il codice di controllo;
- la terza traccia, posta nella zona bassa, è composta da 107 caratteri numerici.
L’esercizio che si vede pagare i propri beni e servizi con carta di credito ha a disposizione tre modalità per verificare che il titolare sia abilitato dall’ente emittente della carta:
- autorizzazione tramite terminale elettronico POS: la carta viene letta dal terminale elettronico che trasmette richiesta all’ente emittente. La risposta arriva dopo pochi secondi; se la transazione va a buon fine il POS emetterà la ricevuta in duplice copia che dovrà essere firmata dal titolare. Una copia della ricevuta resterà all’esercente come certificato dell’autorizzazione all’addebito;
- autorizzazione manuale tramite stampigliatrice meccanica: si tratta della modalità più vecchia e ormai in disuso. L’esercente passa nella stampigliatrice l’ordine di acquisto con i dati della transazione, in triplice copia: per il titolare, per l’esercente e per l’ente emittente. Successivamente l’esercente contatta telefonicamente l’ente emittente per richiedere l’esito della transazione;
- autorizzazione manuale attraverso terminale virtuale: questa modalità viene eseguita tramite internet, come un acquisto on-line. L’esercente inserisce nell’apposito "form" d’acquisto i propri dati identificativi, il numero della carta, la data di scadenza e il codice di sicurezza CVV o CVC.






