Frodi Card Not Present
La categoria più ampia di frodi relative alle carte di credito è quella delle cosiddette "Frodi Card not present", definite così in quanto i dati recuperati vengono utilizzati in transazioni dove non è necessario presentare la carta o apporre la firma del titolare, quindi effettuate principalmente per via telematica. In questa categoria di frodi rientrano:
- il cosiddetto boxing, l'acquisizione cioè dei dati personali del titolare rubandogli l'estratto conto o la carta stessa;
- il trashing, cioè la sottrazione degli scontrini delle carte di credito, gettati del titolare stesso dopo gli acquisti;
- l'hacking, ovvero la violazione dei database dei siti internet di e-commerce. Entrando in queste banche dati, gli hacker possono recuperare i numeri delle carte di credito e i nominativi dei loro titolari;
- il phishing.
Tra queste tecniche di frode, il fenomeno del phishing è quello che sta conoscendo maggiore successo e causando le perdite economiche più gravi. La traduzione di questo termine potrebbe essere "abboccamento" (da una storpiatura del verbo inglese "to fish", pescare) e si rifa all’idea di pescare ingenui utenti in rete per carpire loro informazioni personali.
Per informazioni personali si intendono tutti quei dati sensibili, quali nome e cognome del titolare della carta di pagamento, numero della carta, data di scadenza e codici di sicurezza CVV e CVC, che possono essere utilizzati dal "ladro di identità" per effettuare transazioni con il conto del titolare ad insaputa di quest'ultimo.
Secondo i dati diffusi, la vittima del phishing è spesso di sesso maschile, sulla quarantina e utilizza strumenti di home banking. La truffa sfrutta l’ingenuità dell’utente che riceve una e-mail dalla propria banca, o dall’istituto di credito, ma anche da siti di uso diffuso.
Nella mail si chiede all’utente di accedere ad un link dove dovrà compilare un apposito modulo. I pretesti per far accedere l’utente al link sono svariati: dall’aggiornamento dei dati causato da un malfunzionamento dei server alla necessità di verificare delle chiavi di accesso, seguita dalla minaccia della chiusura del conto, dalla mancata registrazione di un ordine al fallimento di un pagamento.
L'utente fa quanto richiesto, senza accorgersi che il sito sul quale si trova non è quello della propria banca o del sedicente mittente, bensì una sua contraffazione.
Un’accortezza fondamentale e semplice è quella di portare il mouse sopra il link al quale la mail chiede di accedere, senza cliccare: in questo modo apparirà l’intero indirizzo e si potrà verificare se si tratti o meno di quello originale.
Solitamente, i link a rischio riportano un indirizzo molto complesso che non ha nulla a che vedere con quello degli enti emittenti, a differenza dei siti ufficiali che sono riconduncibili ad indirizzi molto semplici, spesso composti dal nome dell’istituto o della società.
Per difendersi da questo fenomeno in espansione si possono mettere in atto facili accorgimenti:
- verificare sempre l’indirizzo del mittente e i link inseriti all’interno delle mail;
- se ci si accorge di aver fornito i propri dati ad un possibile truffatore, modificare immediatamente le password di accesso ai servizi e avvisare tempestivamente l’ente emittente della carta che fornisce sempre un numero verde da contattare in caso di eventuali violazioni;
- evitare di rispondere ad e-mail con richieste sospette e soprattutto di accedere ai link in esse inseriti: nessun ente bancario o finanziario e nessun grande operatore credibile invierà mai una simile richiesta via mail;
- un’accortezza fondamentale è modificare le proprie password di accesso ai servizi on-line almeno una volta al mese;
- quando si inseriscono dati riservati in una pagina web è bene verificare che si tratti di una pagina protetta. Le pagine protette sono caratterizzate dalla presenza di un lucchetto che appare sul fondo della pagina e il loro indirizzo inizia con https:// ;
- è bene controllare regolarmente il proprio estratto conto, in quanto questo è l’unico modo per accorgersi tempestivamente di un utilizzo illecito della propria carta;
- i software dedicati alla sicurezza (antivirus, antispyware, etc.) vanno aggiornati costantemente;
- esistono toolbar antiphishing che segnalano il livello di rischio del sito che si sta visitando e consentono di bloccare la navigazione in caso venga accertato il phishing. Alcune di queste toolbar sono disponibili gratuitamente sui siti di Microsoft e Netcraft.






