Breve Storia
Le origini delle carte di credito sono comunque da ricercarsi in tempi più lontani rispetto a quanto si potrebbe immaginare.
Fu infatti nel 1730 che un mercante di mobili, Christopher Thomson, ebbe l’idea di rateizzare i pagamenti: chi non disponeva dell’intera somma per pagare la merce poteva dilazionare il pagamento in piccole parti fino al raggiungimento del prezzo pieno.
Lungo tutto il XVIII e XIX secolo, il sistema venne utilizzato e sostenuto nel mondo mercantile, ma solo nel 1914 il credito subì la prima svolta cruciale, quando diverse società (tra cui la Western Union e la General Petroleum Company) iniziarono a fornire ai propri clienti carte metalliche che consentivano il pagamento rateizzato dei loro servizi. Inoltre, inizialmente non veniva previsto alcun tipo di interesse. Il secondo dopo guerra statunitense, poi, segnato dal boom economico e dalla conseguente esplosione della domanda di beni di consumo di massa, portò all’evoluzione del sistema e all'aggiunta di un sistema di interessi.
Infatti, nel 1950 si vide la nascita della vera e propria carta di credito con il Diner Club, i cui membri erano dei colleghi in affari che garantivano con la loro liquidità per le spese da loro effettuate. Diners Club Inc riservava ai suoi soci, principalmente ricchi uomini d’affari, una carta che concedeva loro fino a sessanta giorni per il pagamento dei beni acquistati nei settori del turismo e del divertimento.
Concependo il potenziale di una tale innovazione, alcune banche iniziarono ad emettere le proprie carte di credito, venendo a creare un circuito di pagamento fondato su tre soggetti: il titolare della carta, che pagava una quota annua alla propria banca per acquisire il diritto di utilizzo, l’esercente convenzionato e la banca emittente, che si impegnava ad anticipare l’importo degli acquisti effettuati dal titolare con la carta di credito.
Nella seconda metà degli anni ’60, alla luce del successo ottenuto dal sistema creditizio, due banche statunitensi iniziarono a competere fra loro fondando rispettivamente due circuiti per la trasmissione delle informazioni relative alle transazioni avvenute attraverso carta di credito.
Nell’arco di dieci anni, tutte le banche statunitensi si ritrovarono ad aderire a Visa o Mastercard, i nomi che vennero poi dati ai due circuiti.
Alla fine degli anni ’70, i progressi tecnologici permisero di dotare le carte di credito di una banda magnetica che permetteva al titolare di perfezionare i propri acquisti presso gli esercizi convenzionati semplicemente passando la propria carta nell’apposito terminale.






