Tipologie di Prodotto

 

 

Non tutti i fondi sono uguali.


Esistono diversi tipi di fondi comuni d’investimento e ciascuno ha un diverso funzionamento. Possiamo anzitutto distinguere tra:

 

  1. fondi a distribuzione dei proventi: fondi che, con cadenza semestrale o annuale, distribuiscono i proventi (quando ci sono) agli investitori in base alle quote possedute;
  2. fondi ad accumulo: fondi con i quali gli eventuali proventi annui non vengono distribuiti agli investitori man mano che maturano, ma restano all’interno del fondo, andandosi a sommare a quanto già investito e quindi ad aumentare il valore complessivo delle quote di tutti gli investitori. L’investitore realizzerà ovviamente tutti i proventi della sua partecipazione al fondo, ma solo al momento della cessione delle proprie quote.

 

Possiamo poi fare un'altra importante distinzione tra:

 

  1. fondi aperti (o a capitale variabile): permettono che il patrimonio del fondo stesso vari in qualunque momento, aggiungendo o sottraendo liberamente quote del capitale investito nel fondo;
  2. fondi chiusi (o a capitale fisso): in questa tipologia invece l’ingresso di nuovi sottoscrittori o la liquidazione di quelli esistenti può avvenire solo in determinati periodi, per lo più annualmente, al fine di non esporre il fondo stesso a destabilizzanti improvvise variazioni di capitale.

Possiamo infine distinguere tra fondi armonizzati UE e fondi non armonizzati UE.
La distinzione è in buona misura implicita nella denominazione ed è opportuno soffermarsi sulle diverse garanzie per il sottoscrittore trattandosi, tra l’altro, in entrambi i casi di fondi aperti e quindi più soggetti a variazioni nel corso dell’anno.

  1. I fondi armonizzati UE sono gestiti da operatori con sede legale in Italia e si dicono "armonizzati" perché vengono amministrati nel rispetto di quanto disposto dalle Direttive comunitarie sull’argomento (nello specifico, la Dir. 611/1985 e la Dir. 220/1988, entrambe recepite nel nostro ordinamento con il Decreto legislativo 83/1992). Tra le disposizioni a garanzia del fondo, e quindi indirettamente dell’investitore, si inseriscono il divieto di investire oltre il 10% del monte in strumenti di un singolo emittente ed il divieto di investire in strumenti derivati per un ammontare superiore al patrimonio netto del monte.
  2. I fondi non armonizzati UE, invece, istituiti da un provvedimento della Banca d’Italia e da questa regolamentati, non prevedono le garanzie viste poc’anzi e permettono anzi al gestore del fondo di investire in ulteriori fondi, sottoponendo ad una maggiore aleatorietà l’andamento nel corso dell’anno.