Trapianto

Il Sistema Sanitario Nazionale copre tutte le spese per i trapianti e ha come primo obiettivo la tutela del donatore e del ricevente. Il donatore può essere vivo o deceduto.

Se il donatore è deceduto, il prelievo dei tessuti avviene solo dopo la completa accertazione della morte della persona, operata da una commissione di tre medici (un anestesista, un neurofisiopatologo e un medico legale), i quali vengono convocati dalla Direzione Sanitaria dell'ospedale ed effettuano una serie di test per almeno tre volte durante il periodo di osservazione (che è di 6, 12 o 24 ore a seconda dell'età del donatore).

Una volta accertata la morte del possibile donatore, si contatta il Centro di Riferimento Trapianti (CRT) che provvede ad effettuare ulteriori test sui campioni di tessuto ricevuti, per verificare se è possibile trapiantarli. In caso di risposta positiva, si procede alla donazione dei tessuti che, secondo procedure a tutela della qualità e sicurezza, vengono poi trasportati e conservati in istituti sanitari pubblici: le banche dei tessuti. Da questi istituti vengono poi prelevati per essere trapiantati nei pazienti.
I tempi di procedura non sono tanto ristretti, dal momento che i tessuti non si deteriorano così velocemente come gli organi.

In questo processo si inserisce anche la figura del coordinatore locale, un medico esperto che viene nominato ogni cinque anni e che si occupa degli atti amministrativi riguardo il prelievo, della comunicazione dei dati del donatore al Sistema Informativo Trapianti (SIT), al Centro Nazionale, al Centro Regionale o Interregionale, dei rapporti con le famiglie dei donatori e delle campagne di informazione e promozione della donazione.