Dibattito in Corso
Secondo i dati INAIL, la situazione degli infortuni durante lo svolgimento delle mansioni lavorative in Italia è allarmante: sono infatti in media tre al giorno i decessi sul luogo di lavoro ed essi avvengono principalmente nei settori metalmeccanico, agricoltura ed edilizia.
Ciò che rende ancora più grave questa situazione è il fatto che la maggior parte delle morti bianche non è determinata da tragiche fatalità, ma dal mancato rispetto delle norme di sicurezza e da gravi distrazioni umane.
Le recenti tragedie avvenute sui luoghi di lavoro (da quelle nel settore sanitario all’incendio presso una grande azienda di Torino) hanno scioccato la popolazione e trovato enorme riscontro mediatico, rendendo necessario un dibattito politico-culturale incentrato sulla necessità di controlli e di maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.
Tra le diverse proposte, risulta di particolare interesse quella relativa alla devoluzione del fondo INAIL a sostegno della prevenzione degli incidenti sul lavoro.
Infatti, ogni anno l’INAIL registra un avanzo nelle proprie casse di circa 1,8 miliardi di euro, per un ammontare che oggi è vicino ai 12,4 miliardi di euro.
Il 55 % di questi fondi può essere impegnato dall’INAIL in investimenti immobiliari, destinando il 15% al settore sanitario, il 15 % a strutture di pubblico interesse e il restante 25 % all’edilizia universitaria.
La legge prevede che l’avanzo INAIL venga destinato a scopi di utilità sociale, ma per ora i fondi giacciono nella Tesoreria, poiché qualsiasi cifra superiore a 260 milioni di euro deve essere, sempre per legge, trasferita in un conto fruttifero del Ministero dell’Economia, senza che il governo possa farne uso.
Per un decreto del 2005 emanato dall’allora ministro Tremonti, questi soldi risultano bloccati. La proposta mira a togliere questo vincolo, affinché i fondi possano essere utilizzati per attuare i decreti legge emanati in materia di sicurezza sul lavoro. Occorrono nuove norme che permettano all’INAIL di utilizzare parte delle risorse finanziarie per interventi di sostegno all’adeguamento delle strutture alle norme di sicurezza.
La legislazione dovrà porsi anche il problema delle competenze. Difatti, ad oggi, le Regioni svolgono azioni di controllo di sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso le ASL che, anche a causa dei vincoli legati alla spesa sanitaria, spesso non dispongono delle risorse necessarie per effettuare verifiche sistematiche e continue.
Una diversa proposta prevede l’utilizzo dell’avanzo INAIL a favore delle imprese che rispettano le norme di sicurezza imposte per legge e che adottano un comportamento virtuoso in merito.
A prescindere dai vincoli imposti in passato, sarebbe una rivoluzione se anche solo una parte del fondo tornasse ai lavoratori sotto forma di miglioramento delle tabelle di indennizzo e alle imprese virtuose sotto forma di riduzione del costo del lavoro.






